Volontariato pugliese: un investimento da condividere

Il volontariato pugliese sta dimostrando di essere un ottimo antidoto alla crisi economica e sociale che stiamo attraversando, proponendo e mettendo in campo interventi che puntano all’inclusione sociale e a migliorare la qualità della vita delle persone, generando valore aggiunto per la collettività.
Anche se il volontariato fa “poco notizia”, si tiene lontano dalle luci della ribalta e non esistono indicatori per misurarlo, è una realtà presente nel territorio italiano e in forte crescita in quello pugliese. Bastano i dati  a confermarlo: 2.063 le organizzazioni di volontariato in Puglia, 64% delle quali operano nei settori del welfare e della partecipazione civica, 90mila le persone che formano “l’esercito dei volontari pugliesi”, 1051 le organizzazioni iscritte al registro regionale del volontariato, 600 milioni di euro il valore economico in servizi (ricerca dell’assessorato regionale al Welfare, realizzata da Csv Puglia Net).
Questi dati mostrano le due facce del volontariato pugliese. La prima è quella dell’assistenza, della carità, del “pronto intervento gratuito” verso persone in forte difficoltà, in stato di emergenza o che vivono ai margini della società.
Il secondo volto è quello della fornitura di servizi sociali, socio-sanitari, educativi, culturali, ricreativi, di informazione, di prevenzione delle cause, in affiancamento alle istituzioni come l’assegno di cura per le non autosufficienze, gli asili nido e i micro nidi aziendali, gli alberghi per lavoratori stranieri stagionali e i centri di connettività sociale per diversamente abili.
Il volontariato pugliese sta contribuendo enormemente alla crescita dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali della regione. E’ dunque un investimento da sostenere, da divulgare e in cui credere. Lo sostiene “Mappaterzosettore.it, il portale del volontariato in Italia che nasce proprio nel Salento per favorire l’incontro domanda e offerta. Lo divulga “Porta d’Oriente”, il giornale delle associazioni del Salento. Ci crede il Welfare, aprendo le sue “casse e i suoi fondi FESR” a tutte le Associazioni di volontariato, trasformandole in “volontariato d’impresa”.

Il futuro si sta avvicinando.

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