Perché le persone migliori sono quelle approssimative

All’apparenza sembrano esemplari di essere umano normali, spesso non indossano neanche i pantaloni di velluto a coste e hanno la maglietta fuori dal pantalone. A volte bevono addirittura Tennet’s e non portano gli occhiali. Ma non farti ingannare: i precisini si nascondono dappertutto.

Ci sono principalmente due ambiti della vita in cui i precisini sono un pericolo: a lavoro e in amore.

Avere un precisino come collega o referente può essere la vera rovina, paragonabile alla plastica negli oceani o all’invasione delle cavallette. Farà ogni cosa più meticolosamente di te, facendoti apparire lo scemo del villaggio agli occhi del capo, arriverà mezz’ora prima degli altri e ti guarderà male quando arrivi un’ora dopo in ufficio con l’hangover di metà settimana. Alla tua domanda “Hai un OKI?” ti risponderà con un secco “NO” e tu vorrai tirargli la tazza del caffè in testa.

I precisini in amore sono ancora peggio. Lenzuola sempre pulite, divieto di mangiare la pizza nel letto e ricordo minuzioso di ogni cosa che dici o fai, così da potertelo rinfacciare alla prima discussione. Pesano sempre tutto quello che dicono, restando sempre nella brodaglia del politically correct, cosicché i tuoi genitori e i tuoi amici più noiosi li adoreranno, rivolgendoti frasi come “Prendi esempio da lui/lei” o “Non potresti somigliargli un po’?”.

NO! Mi butterei in un lago con un Mario Adinolfi legato in vita piuttosto.

Tutti vogliono somigliare ai precisini: essere puntuali come loro a lavoro, non finire mai il conto in banca, tornare a casa su due gambe anche nel weekend, non fare figure di merda alle cene aziendali, eccetera eccetera.

Bisognerebbe invece esaltare l’arte dell’approssimazione.

Chi è in grado di padroneggiare quest’arte sa fare scelte e sa prendere nuove strade senza pensarci troppo su, sa quando è inutile soffermarsi su qualcosa e va più veloce.

Le persone meticolose e puntuali, al contrario, operano solo nei loro circuiti. Esattamente come un robot industriale non metteranno quasi mai in crisi la produzione, andranno avanti sempre con lo stesso ritmo e sforneranno sempre gli stessi pezzi. Macchine perfette in una società sempre più robotica.

Ma che ne sanno loro dell’imprevisto, degli anticipi e dei ritardi, dei treni su cui sali col fiatone, dei cambi d’opinione e delle nuove idee. Che ne sanno del fascino dell’incoerenza e delle sorprese. Che ne sanno loro di quelle strade fuori campo dove è bello perdersi e dove avviene la magia.

Io sono per gli spiriti leggeri.

I rombiballe lasciamoli a Equitalia.

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