Dieci Star di Hollywood legate al Democratic Party

Trovare attori nella Storia di Hollywood politicamente schierati con il Partito Democratico non è difficile, perché di norma il mondo dell’arte tende al progressismo, negli Stati Uniti come in tutto l’Occidente europeo. Alcuni più di altri hanno però profuso il loro impegno politico fino al punto di rischiare di compromettere la propria carriera quando il maccartismo imperversa negli Stati Uniti in funzione anticomunista, con la sua caccia alle streghe che travolse tutto e tutti, finendo per rovinare la carriera a registi, attori e sceneggiatori. Tuttavia, è un luogo comune sostanzialmente ingiustificato quello che vorrebbe la quasi totalità dei divi della Hollywood classica politicamente schierata a sinistra. I grandi attori americani classici che scelsero il Partito Repubblicano furono molti, almeno se se li consideriamo in proporzione alla scarsità di nomi di attori nell’alveo del conservatorismo nel panorama europeo.
Vediamo più da vicino chi sono dieci tra gli storici sostenitori del Partito Democratico che hanno percorso il periodo classico e post-classico in Hollywood:

Henry Fonda

Come sua figlia Jane, attivista che visse però un periodo diverso della storia politica statunitense, Henry Fonda è stato sempre impegnato politicamente coi progressisti. Fonda è stato anche fisiologicamente uno tra i volti più limpidi e affidabili nella storia d’America nel ‘900, e ha incarnato sia nell’età dell’oro di Hollywood che nel periodo tardo-classico l’uomo statunitense comune ma raffinato, educato ma deciso, tollerante ma dai toni marcati, affabile ma dai modi istituzionali. Spesso i suoi personaggi hanno trovato identificazione con la sua persona. In un simpatico siparietto del film The Cheyenne Social Club (1970) discute di politica con il suo amico-antagonista, il mitico e Repubblicano Jimmy Stewart. Nonostante le divergenze politiche, i due erano molto legati da un’amicizia che li ha tenuti uniti per mezzo secolo, e si stimavano l’un l’altro.

Marlon Brando

Brando è sempre stato un Liberal e non c’è bisogno di questo articolo per andare a scoprirlo. Le sue battaglie per gli Indiani d’America sono note, e sarebbe d’altra parte difficile immaginarlo conservatore in funzione dei ruoli di rottura che ha rivestito a Hollywood, nonostante sia stato il protagonista di On the waterfront (1954), il capolavoro in chiave antisindacale girato da Elia Kazan. La sua figura in relazione ai suoi ruoli è comunque inopinabilmente legata a quella dell’outsider e del giovane che si scontra con l’istituzione, fino a negarla: The Wild One o il “freudiano” One-Eyed Jacks, sua unica regia, ne sono le più lampanti dimostrazioni, soprattutto in merito al suo periodo giovanile. 

Paul Newman

Come Brando, anche Newman è uno dei grandi figli dell’Actor’s Studio che si è sempre speso per il Partito Democratico. D’altronde la sua fisionomia e spesso anche i suoi personaggi ricalcano tematiche liberal di uomini ai margini, caratterizzati spesso da una forte ansia sociale o in ogni caso da un desiderio di “apertura” da una parte, di scontro dall’altra. Somebody up there likes me e The Hustler rappresentano al meglio questa vocazione dell’uomo e del personaggio, anche se talvolta l’individualismo un po’ mitico di alcuni suoi protagonisti rimanda a un’idea di libertà più vicina al conservatorismo (Hud il Selvaggio in particolare). Più moderato di Brando, ha incarnato l’anima progressista e filantropica di Hollywood nella sua generazione tra coloro che accettavano il sistema e lo combattevano da dentro, più che contestarlo da fuori.

Burt Lancaster

Il più solido, costante e massiccio tra gli attori della tarda Hollywood classica- nonché tra i più carismatici- era un Democratico convinto, tanto che fu addirittura inserito nella lista dei 575 personaggi “critici” suggerita dal presidente Repubblicano Richard Nixon, che con lui inserì anche Paul Newman. Raramente i suoi ruoli sono stati “politici” in senso stretto, ma spesso Lancaster ha incarnato tipi di spessore attivi oltre la legge e oltre le regole o in un destino avverso, come Kirk Douglas, altro protagonista di livello assoluto attivo con i democratici. In lui non esiste, comunque, una identificazione totale tra l’impegno dell’uomo e quello dell’artista, e questo anche perché anche da un punto di vista propriamente fisico e fisiognomico Lancaster ha sempre incarnato fisiologicamente tipi duri, virili, dominanti.  

Warren Beatty

Nonostante una autentica amicizia lo abbia legato per lungo tempo al Senatore repubblicano John McCain, Warren Beatty, il “fratellino” di Shirley MacLaine, è sempre stato un sostenitore molto attivo del Partito Democratico. Anche la spensieratezza ora impegnata e ora gioconda dei suoi ruoli ha spesso ricalcato personaggi in chiave progressista: non va dimenticato d’altra parte che a livello generazionale Beatty ha vissuto appieno la New Hollywood e in questo senso il suo caratterizzarsi è stato tipico del tempo che lo ha concepito. Tra i tanti personaggi della sua carriera, il più eloquentemente spostato a sinistra è John Reed, il giornalista americano di ideali socialisti autore del testo I dieci giorni che sconvolsero il mondo, sulla rivoluzione russa.

Katherine Hepburn

La storica compagna di Spencer Tracy, talentuosa oltremisura e simbolo della versatilità femminile nella Hollywood classica del periodo sonoro, è l’archetipo della donna liberal per eccellenza, fino al punto di essere stata “accusata”, non sempre a torto, di anticipare lo stereotipo della donna agiata e progressista e dunque “radical”. L’indipendenza e il carisma non sono mai mancati nei suoi ruoli di donna emancipata, scaltra, attiva su ogni fronte, mai doma, sempre protagonista, soprattutto nelle commedie che dalla seconda metà degli anni Trenta hanno dominato Hollywood fino alla Seconda guerra mondiale, ma anche in ruoli altrettanto impegnati nella maturità.  

Lauren Bacall

L’attrice, che divenne una diva in coppia con Bogart sullo schermo, e s’innamorò di lui appena diciannovenne, condivideva con Humphrey ideali progressisti profondamente antirepubblicani, di forte apertura mentale. Nonostante ciò, è sempre stata apertamente liberal quanto anticomunista (e non c’è alcuna contraddizione in questo, anzi). Più che la donna indipendente ed emancipata, i suoi ruoli rispecchiano quelli della femme fatale o della donna dalla femminilità aggressiva e sofisticata, e i suoi personaggi sono sostanzialmente apolitici.

Tra i più famosi sostenitori dell’area liberal fortemente colpiti dalle indagini durante il maccartismo possiamo identificarne simbolicamente tre, eccettuando di parlare di John Garfield, il più a sinistra di tutti e di tutti il più colpito in assoluto, tanto che le cause della sua morte potrebbero additarsi in parte alle accuse che aveva subito e allo stress che queste avevano generato.

Edward G. Robinson, Fredric March e Humphrey Bogart

Questi tre divi hanno avuto diversi problemi causati non tanto dalla loro adesione al Partito Democratico durante gli anni della Guerra Fredda, quanto dalla presunta vicinanza ad ambienti di idee filocomuniste. Ebbero tutti e tre ostacoli professionali non indifferenti dovute all’HUAC, la Commissione per le Attività Antiamericane che indagava negli più caldi dell’anticomunismo negli Stati Uniti.
A livello professionale Edward G. Robinson fu il divo che maggiormente risentì di questa persecuzione. I cinquanta furono il decennio che per motivazioni politiche segnarono il suo declino, dopo che per tutto l’arco degli anni Quaranta aveva dominato in lungo e in largo la scena, rafforzando e talvolta smussando i suoi ruoli tipici afferenti al mondo della criminalità. Anche Fredric March fu indagato, ma ebbe danni minori. D’altronde il suo periodo d’oro a livello professionale investì soprattutto gli anni Trenta, e i suoi personaggi rientravano in uno strenuo classicismo tipico della Hollywood del periodo d’oro.
Tipizzare Bogart in quanto personaggio è più difficile, per quanto è chiaro che i suoi ruoli investono soprattutto uomini ai limiti della legalità e della morale, anche se spesso vittime di ingranaggi o del destino. Al di là dell’attività professionale, comunque, Bogart si prodigò contro il maccartismo in maniera decisa e marcata, insieme a Lauren Bacall. Era un democratico e un liberal convinto.

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