Dal Salento le ricette per il riscatto del Sud

de CastrisLavorare 40 ore in più all’anno pagate il doppio e far crescere l’economia ad un tasso di almeno il 2 per cento annuo. Sono alcune delle proposte contenute nel manifesto delle imprese di Confindustria Lecce. Il suo presidente Piernicola De Castris ha descritto  la situazione drammatica in cui versa il Mezzogiorno dove «chiude un’azienda ogni giorno e il Pil è diminuito di quasi il 7% in quattro anni».

Un allarme accompagnato da  indicazioni sulle cause della crisi, individuate nell’eccessiva pressione fiscale che blocca gli investimenti, la difficoltà di accesso al credito («le imprese spesso chiudono non per mancanza di commesse, ma per mancanza di liquidità», spiega De Castris), una burocrazia farraginosa, una giustizia estremamente lenta, una spesa pubblica ormai fuori controllo.

Fra le altre proposte un patto sociale tra imprese e istituzioni, imprese e sindacati, imprese e banche, imprese e imprese. Alle istituzioni si chiede, oltre allo snellimento delle procedure burocratiche, di rivedere il calcolo di Imu e Tares applicate alle imprese e di ridurre i tempi di pagamento delle fatture.

Per l’Imu si propone una valutazione che si attenga al reale valore degli immobili da tassare, per la Tares, di non assimilare nei regolamenti comunali i rifiuti industriali a quelli urbani.

Alle banche si chiede di riaprire i rubinetti del credito e promuovere strumenti per la patrimonializzazione delle imprese, ai sindacati di sviluppare il livello aziendale e territoriale degli accordi lasciando indietro gli eccessi dell’ideologia.

Alle imprese di superare il forte individualismo che le caratterizza nel Salento e di favorire l’aggregazione in ogni sua forma per rendere possibili programmi di internazionalizzazione e di innovazione.

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