Cronache dall’inferno: come gli imprenditori si tolgono la vita

CRONACHE DALL’INFERNO

Milano, imprenditore in crisi tenta suicidio: salvato dagli agenti.

Suicidio per motivi economici: quasi mille casi dal 2012. Vittime non solo imprenditori, record in Veneto.

Imprenditore suicida nella sua azienda fallita

È l’Italia dei suicidi per crisi: “imprenditori i più colpiti, si ammazzano per la vergogna”

La strage silenziosa degli imprenditori suicidi

Suicidi tra imprenditori e disoccupati: vittime di un’ingiustizia di stato? 

DISPERAZIONE

Quante volte abbiamo letto titoli con un così forte impatto emozionale negli ultimi dieci anni di sentita crisi? Quanto abbiamo sentito parlare di una condizione economica disastrosa, di imprenditori sull’orlo del baratro, di famiglie e aziende rovinate da una situazione precaria prima, tragica poi? Con la depressione economica è arrivata anche la depressione umorale, e i numeri fanno spavento. Certo, non soltanto i piccoli imprenditori hanno avuto estreme difficoltà, ma se analizziamo i dati, soprattutto per loro e per chi perdeva il lavoro in età avanzata la crisi è stata un inferno.

TOGLIERSI LA VITA

Dal 2012, l’Osservatorio Suicidi per motivazioni economiche è stato un continuo suonare l’allarme. La più grande crisi che il mondo abbia conosciuto dopo la Grande Depressione del ’29, cioè la crisi che nel 2008 è partita dagli Stati Uniti, facendo sentire i suoi artigli in Europa nel 2011, ha dato nel 2012 i frutti più amari di una realtà che sembrava irreparabile.  Nel solo caldissimo quadriennio 2012-2016, i suicidi tra imprenditori hanno rilevato un incremento del 65%. Un dato folle, di un film a metà tra l’horror e la fantascienza.    Chi perché non riusciva più a pagare gli operai, chi per la tensione nevrotica a cui l’aveva portato l’esasperazione, chi per la vergogna. Maglia nera nazionale per decessi, il virtuoso Veneto, la patria di chi intraprende, e tutto il Nord-Est in generale, abituato a fare da sé anziché aspettare che la Mamma-Stato provveda al posto suo, ma anche per questo motivo più precario in tempo di crisi. Anche il tanto vituperato meridione, sempre accusato- non sempre a ragione- di essere parassitario, soffre molto secondo il parametro dei suicidi, specialmente considerando che ha ribaltato il trend 2012-2018, a distanza di sei anni: nel ’12, i suicidi nel Meridione costituivano il 14,6%. Nel ’18, la percentuale saliva al 31,8%. Come se la crisi si fosse progressivamente spostata verso Sud, con gli esiti drammatici che conosciamo.

Negli anni tra il 2012 e il 2018 i numeri parlano chiaro. Addirittura, e questo è il più stupefacente tra i dati, il secondo girone del settimo cerchio, quello cioè che Dante affibbia ai suicidi, dice che il 41,8% dei suicidi è un imprenditore, il 40,1% un disoccupato.  

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