Cosa c’è dietro al latte che inonda le strade in Sardegna?

La protesta dei pastori: un’altra categoria iper tar(tassata)

Tanto vale gettarlo a terra”: così gridano i pastori sardi mentre inondano le strade con litri e litri di latte. Un mare bianco, simbolo di un’Italia che non ce la fa più, che è stato documentato in diversi video, diventati virali sul web in poco tempo. La protesta non sembra arrestarsi.

Quella dei pastori è un’altra delle tante categorie di lavoratori autonomi vessati dal sistema statale, che strozza la libera imprenditoria e priva le anime delle Partite Iva della voglia di fare.

Il latte ovino in Sardegna viene pagato solo 60 centesimi a litro, prezzo che ai pastori non basta neanche a coprire le spese. Così, dopo chilometri a piedi, mungiture quotidiane, fatica fisica ed emotiva, questi lavoratori devono vendere il loro prodotto a prezzi ridicoli: tanto vale gettarlo a terra.

Solidarietà

La protesta ha trovato la solidarietà di tutta l’isola, in cui i pastori sono una figura della tradizione autoctona e contribuiscono in modo significativo all’economia locale. Così, i negozi del centro di Nuoro hanno organizzato una giornata di chiusura nel giorno di martedì 12 “per spirito di condivisione verso i nostri amici pastori.” Vicina a loro anche la squadra di calcio del Cagliari, che è scesa in campo con una maglietta bianca come il latte, su cui si leggeva “solidarietà ai pastori sardi”.

Anche il mondo della politica e dell’imprenditoria non rimane in silenzio: Gianmarco Centinaio, ministro delle Politiche Agricole, e Flavio Briatore si sono schierati a favore della protesta.

Al suo quinto giorno la protesta arriva in Parlamento: una delegazione di allevatori si è presentata davanti al Parlamento per unirsi al presidio degli agricoltori Coldiretti colpiti dal dimezzamento del raccolto dell’olio d’oliva, provocato dal gelo e dalla Xylella. Piazza Montecitorio diventa lo specchio del disagio del mercato italiano.

Vicini ai pastori

Quello dei pastori è la punta dell’iceberg di una serie delle tensioni accumulatesi nel corso degli anni. Il sistema ha spremuto, tassato e tartassato: ora i lavoratori reagiscono.

Impossibile ormai rimanere in silenzio, difficile non unirsi alla protesta. Un sistema che svaluta quello che si produce, il frutto del proprio sudore, l’entusiasmo delle proprie passioni. Come il latte raccolto dopo tante fatiche: tanto vale gettarlo a terra.

Un esempio per tutti gli autonomi?

Dopo la protesta a Montecitorio i pastori sardi e i lavoratori del comparto oleario, uniti, hanno ottenuto un incontro con il Presidente Conte. La classe politica sembra si stia mobilitando per mettere in piedi una soluzione rapida ai due problemi. L’olio del sud Italia da una parte, e il latte ovino sardo dall’altra, sono due eccellenze italiane senza le quali saremmo molto più poveri. E non è solo questione di fatturato, ma di quello che rappresentano: l’eccellenza del lavoro autonomo del nostro paese.

Eccellenza che è tempo di iniziare a tutelare se non si vuole che il sistema imploda dall’interno, con i suoi lavoratori scoraggiati e i suoi prodotti così svalutati che… tanto vale gettarli a terra.

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